FABULA RASA /9 Sogno d'autunno

Che la cosa più difficile dell’amore fosse qualcosa a cui lei non aveva mai pensato, riuscì a capirlo e ad accettarlo solo con il tempo.

Di solito si crede che il modo migliore per dimostrare ad una persona che la  ami sia assecondarla, rispondere alle sue richieste  anche rinunciando a qualcosa di tuo, farle sentire che le sei vicino, ascoltarla, farle dei regali, coccolarla in tutti i modi che conosci e di cui disponi.

Lei, in quel giorno d’autunno mise da parte tutte queste presunte certezze o probabili menzogne esistenziali, che si erano ancorate nel suo animo come la sabbia che non riesce a scorrere in una clessidra. Aveva compreso che era necessaria una restituzione. Il suo cuore sarebbe ingiallito come quelle foglie morte sparse sull’asfalto? Le sue speranze sarebbero volate via come quel vento d’autunno già freddo?Aveva deciso, lui doveva riavere la sua libertà ed anche lei doveva riappropriarsi della sua, quella che non si era mai data.  Riparare. Restituire. Avere cura. Perdonare e perdonarsi.

Rinunciare alle persone a cui tieni di più è lacerante, lasciare andare via, quella che ami, che vorresti vedere sorridere ma che ti guarda con occhi sprezzanti, è una prova dolorosa,  ma inevitabile.

Vorresti camminare accanto a lui. Ma il sentiero è interrotto. E’ l’inganno della favola  a lieto fine. E’l’illusione che hai lasciato dominare. Riprendi il contatto con la realtà che ti circonda, che ti sta davanti. Eccoli là i colori dell’autunno dolente, ancora caldi ma sottomessi all’aria che cambia. Soffusi e malinconici, che annunciano il declino, la decadenza , il dolore del tempo che passa. Il giallognolo sfumato fino a raggiungere i toni dell’oro, è accompagnato dal castano che domina. I tentati abbracci di quell’albero che ti viene incontro sul cammino, con le sue braccia scheletriche, ti ricordano che si nasce e si muore da soli. Perché lui non vuole accoglierti, non vuole abbracciarti. Non può. Devi fargli quel dono, devi restituirgli ciò di cui è stato privato.  Il suo sogno.

Quando l’aria tornerà a profumare, potrebbe fiorire anche una nuova emozione.

Il mare resterà sempre lì ad aspettare il respiro degli amanti, a carpirne i segreti, a deliziarsi dei loro baci. Diventa struggente la melodia dell’attesa nel crepuscolo della stagione sospesa. Pungente come lama sottile, il senso di smarrimento che accompagna la caduta.

Fai buon viaggio, amore bello, sussurrò il suo cuore stanco.

ennebi  (da I racconti del sogno, Falco editore, 2011)