FABULA RASA /16 Sogno d'inverno

Quell’inverno inaspettato le portò il calore che attendeva da una vita. Da quando era stata catapultata sulla scena del mondo, questo mondo così difficile da vivere, da capire, da attraversare. Aveva perso le speranze o almeno così credeva, aveva combattuto contro la donna che non voleva diventare, che aveva cercato di uccidere in tanti modi, ma lo era diventata. Adesso ne prese consapevole e ne fu felice. Non volle più scappare via di fronte a se stessa. Era rimasta a guardarsi e quello che vedeva non la spaventava più. Era figlia, madre, donna .

L’aria tagliente, ma era come se lei avesse uno scudo a proteggerla dal freddo.

Niente più false illusioni, mai più quello stato di abbandono in cui versava la mente, l’indigenza della vita. Non doveva più difendersi da nulla, perché nulla era da combattere.  Il tempo non era un nemico da fermare o da contrastare, ma un alleato da assecondare, da accogliere, da intrattenere.

Il cielo all’improvviso si aprì e cominciò a nevicare. Eccola la vita. Fiocchi di luce, fiori evanescenti che ti danzano intorno. Il mondo sepolto dalla neve , che si scioglie e si ricompone ogni volta che tu lo vuoi. Montagne di neve, cumuli di memoria, gocce del passato. Ogni fiocco di neve una stella, ogni stella un desiderio.

Era stato un sogno a occhi chiusi, a occhi aperti, o aveva viaggiato nel tempo della sua nuova dimensione? Passato, presente e futuro nell’anima candida di una foresta nera. Cammini lungo la traiettoria accecante, ma resti in equilibrio. Attraversi il tempo di una vita con un batuffolo di neve, nella quale entri ed esci, senza fretta. E’ una macchina del tempo. Ha volteggiato nell’aria, è diventata acqua ed è entrata nel cuore dell’inverno con la valigia pesante che ha trascinato fino allo stremo delle sue forze.

Poi per magia è diventata leggera, fluttuante, come un sogno in cammino.

ennebi

da I racconti del sogno, 2011, Falco editore