IL POE...TARLO / 15 Il coraggio di Aphra

Ho sempre pensato che ci sono letture, studi, dettagli che si sedimentano nella nostra memoria e che al momento opportuno riemergono dalla fitta coltre della corteccia annebbiata. Non saprei spiegarmi altrimenti perché, vedendo una foto e il nome di una poetessa scrittrice come Aphra Behn, io sia subito ricorsa ad un vecchio testo universitario di aa.vv., I Comportamenti sessuali, Einaudi 1983. E così ho riscoperto che mentre, e parliamo del 1688, l’autrice di una poesia intitolata Lamento di Silvia sull’infelicità del suo sesso sceglie di rimanere anonima, la Behn (udite, udite) ha il coraggio di guadagnarsi da vivere producendo opere letterarie: è la prima donna inglese a diventare scrittrice di professione. Se non posso, a causa del mio sesso, godere della libertà (di scrivere) poserò la penna e non sentirete più parlare di me. Alla fama attribuisco grande valore. Se me la rubate lascio il mondo ingrato e sdegno i suoi incostanti favori (The Lucky Chance). Pensate che in 17 anni scrisse 17 lavori teatrali (tutti messi in scena), alcuni volumi di poesia e traduzioni e 13 romanzi brevi.  Secondo Angeline Goreau non solo si presenta al pubblico come una donna che non scrive per diletto, ma che si conquista il suo posto fra i colleghi maschi. Ma c’è di più. Ella, confessando i propri desideri nelle sue opere, portò sul palcoscenico la questione sessuale! O meraviglia del tuo sesso! dove altro possiamo vedere bellezza e conoscenza unite, se non in te?  Pensate che ardire: una delle sue opere si apre con la scena di una coppia (non sposata) che si alza dal letto dopo aver fatto l’amore. Aphra sostiene che le donne sono altrettanto capaci, quanto gli uomini (forse di più, aggiungo io), di esprimere l’intensità del desiderio perché lo conoscono. Non voleva dare scandalo ma semplicemente sosteneva che, poiché non possiamo separare la passione fisica dall’amore, anche le donne hanno desideri sessuali e, guarda un po', sanno come manifestarli. Degna erede di Saffo, venne definita l’incomparabile Astrea. Di sicuro fu aiutata dal vento favorevole della Restaurazione degli Stewart, che le permise di affrontare il tema di un possibile rapporto paritario di ruoli, reso però complicato dall’atteggiamento degli uomini verso le donne che tentano di sottrarsi alle restrizioni della modestia. Primo modello di femminismo nella letteratura moderna secondo la Woolf. Ecco qualche verso dalla XII Stanza della poesia La delusione. Cloris riavendosi dall’estasi/ che amore e dolce desiderio ingenerata avea/ la timida mano posò delicatamente/ (guidata o per disegno o per caso)/ sul favoloso priapo/ quel dio potente a dire dei poeti;/ ma mai giovin pastora,/ a coglier felci sopra la brughiera,/ tolse più ratta le sue dita,/ trovando sotto il verdicare delle foglie un serpente (anticipazioni di visioni buone per gli psicoanalisti?). In poche parole, il tabù della castità femminile impera/va, e si rende/va necessario, per il suo superamento, il coraggio non solo della coscienza sociale delle donne ma anche degli uomini. Vi risulta?

 

ennebi