FABULA RASA /32 Il figlio di Oriana

Quando Lettera a un bambino mai nato venne pubblicato ero solo un’acerba adolescente che muoveva i suoi primi passi nel mondo delle donne. Lo lessi e senza rendermene conto lo assorbii tanto da conservarne tracce che ho ritrovato solo in questi giorni. Ho acquistato infatti la nuova edizione bestBur con la prefazione (spigolosa quanto l’autrice) di Lucia Annunziata del capolavoro di Oriana Fallaci. Questo mostro sacro del giornalismo, icona assoluta del femminismo (su cui tutti hanno già detto di tutto!) ha sempre esercitato su di me un fascino così potente che perdura tuttora.  Per questa pillola ho scelto una sua foto da giovane, non proprio sorridente ma più dolce rispetto a tutte quelle che la ritraggono caratterizzata dalla rabbia, dall’orgoglio e dal dolore. Ha un’aria un po' sognante, gli occhi pieni di speranza. Come tutte le ragazze che desiderano l’amore, il lavoro, la famiglia. Poi, si sa, si perde quella verginità che si chiama infanzia, illusione.

Oggi che il Papa continua a considerare l’aborto un delitto, io rileggo la lettera di Oriana al figlio che non è mai nato - che importa sapere se fosse il figlio concepito con Alekos Panagulis! Quello che è importante è che quel figlio mai nato ha fatto nascere nelle donne la coscienza di essere donne, potenziali madri, padrone del proprio destino.

Giudice e giudicata, l’autrice ci conduce per mano nel labirinto femminile della scelta. Peso, purtroppo, quasi esclusivamente nostro. E ci fa tornare a casa. Grazie, Oriana, per il grande dono che continui a fare a tutte le donne, di qualsiasi età e condizione. Intere generazioni da educare, formare, guidare. Perché essere donna non è facile, figuriamoci diventare madre! La maternità è una scelta e non un dovere, ne sono sempre stata convinta, e oggi ancora di più.  

Oriana negli anni Settanta ha il coraggio di rompere il silenzio dei pregiudizi, delle ipocrisie, dei perbenismi, dei soprusi, dei condizionamenti. Ha il coraggio necessario perché lei crede che le sue parole, partorite sui fogli bianchi dalla sua instancabile mente-macchina da scrivere -  incancellabili, buone o cattive che fossero - si sarebbero condensate come gocce. E queste gocce fanno ancora parte del grande mare dell’esistenza.

Non si considerava una scrittrice ma uno scrittore: è assurdo considerare le donne una categoria a parte. Di sicuro è stata forte, anche se la forza di una donna non sempre ripaga.  La felicità esiste: consiste nel darle la caccia. Non credo sia così, chi dà la caccia alla felicità potrebbe ucciderla. Meglio cercarla!

Se penso, forse, resisto. E tu hai molto pensato e molto resistito.

 Ma a quale prezzo?  

 ennebi