FABULA RASA /45 L'angolino di Clara

Chi ne ha fatto la propria bandiera di vita e chi l’ha combattuta peggio di un nemico. È la Casalinghitudine, ospite inquietante ricacciato malamente nei meandri dell’emancipazione fine a se stessa, o pensiero compulsivo ossessivo al quale ci si sottomette giocoforza.

Confesso di aver scoperto Clara Sereni solo dopo la sua morte (26 luglio 2018, Perugia) e così mi sono detta: voglio conoscerla, da dove comincio? Dalle sue prime opere. E così ho preso in mano la ristampa che Giunti nel 2015 ha fatto appunto di Casalinghitudine (termine ormai presente nel vocabolario italiano), con una nota introduttiva dell’autrice che racconta della gestazione, del parto e del postparto di quest’opera a suo tempo sperimentale e che ancora oggi mantiene una sua originalità. Né saggio né romanzo ma un libro che fa del cibo la sua sostanza di vita e di scrittura. Il cibo è un po' come la musica, ci accompagna e sancisce la solennità di momenti che vorremmo proteggere o cancellare.  Ogni ricetta reca con sé una piccola storia e tutte le piccole storie fanno, dagli anni Sessanta agli Ottanta, la grande storia della donna. Delle donne.

La Casalinghitudine è dentro di noi: chi la coltiva e chi l’affossa. Che tristezza non avere un piatto da associare, nella nostra cucina, a qualcosa o qualcuno!  Ma in ogni ricetta e preparazione c’è una cura particolare perché parte non dalla pancia, bensì dal nostro cuore. …perché non sopporto fettina e insalata, perché è impossibile una vita solo funzionale, senza piccoli gesti di agio, senza un odore di cura, senza una qualche ricchezza nella mia vita.

Ogni pietanza migliora con la nostra crescita interiore, con l’esperienza, le speranze e le illusioni. Indissolubilmente legata alla famiglia, la Casalinghitudine è qualcosa di cui spesso vorremmo liberarci: ma è proprio da lì che comincia la nostra autonomia. … perché nella mia vita costruita a tessere mal tagliate, nella mia vita a mosaico, la casalinghitudine è un angolino caldo.

 

ennebi