FABULA RASA /46 Il talento della sorellanza

Il 1847 è un anno fondamentale per la scrittura delle tre sorelle Brontë perché ognuna di esse dà alle stampe il proprio romanzo. Charlotte, terza, Emily, quinta e infine Anne, l’ultima di ben sei figli del reverendo Prunty, rimasto vedovo. Tre sorelle: tre romanzi, tre destini. La selvaggia Catherine di Cime Tempestose, la passionale Jane Eyre, la brava ragazza Agnes Grey.

Cominciamo dalla più famosa Emily, morta un anno dopo la pubblicazione senza sapere di aver lasciato dietro di sé un caso letterario. Condannato inizialmente come perverso e brutale, Cime Tempestose narra di un sentimento ossessivo e delirante che appartiene ad una realtà suprema, assoluta, ad un territorio misterioso. L’amore parossistico, la fusione totale tra Catherine e Heathcliff con i suoi effetti devastanti che sovrasta l’umanità volgare e brutale che li circonda.  Lui è più di me stessa. Lui è sempre nella mia mente … come il mio proprio essere.

Procediamo con Charlotte che mandata in collegio ne rivive autobiograficamente in Jane Eyre la crudeltà e la solitudine. Ma Jane riesce a rendersi indipendente fino a trovare l’amore per un uomo che però nasconde un terribile segreto, svelato dopo grande suspense. Esigenza di libertà e cambiamento sono le parole d’ordine. Questa avvincente ricerca si sostiene con volontà, fiducia, capacità di progettare e forza di carattere. Avevo il cervello in tumulto e la rivolta nel cuore.

Poiché delle due famose sorelle si parla tanto, vorrei dedicare più attenzione ad Anne, quella che ai più risulta sconosciuta. Ho infatti appena letto Agnes Grey, Foschi editore, 2016, perché, da tempo, volevo completare il mio sguardo sul trio. Soffocato dal romanzo di Emily, risulta essere un normale romanzo ben scritto ma semplice nella trama. Agnes, ragazza di sani principi, diventa istitutrice per aiutare la famiglia che dopo la morte del padre cade in difficoltà economiche. Accesa credente e capace educatrice, la protagonista si scontra con le ipocrisie vittoriane e le ingiustizie sociali del suo tempo. Agnes non deve scoprire segreti  né assaporare gioie feroci, tuttalpiù deve sopportare i capricci dei suoi discenti viziati.  La semplicità e profondità d’animo la rendono, perciò, più vicina a noi di quanto potessimo immaginare. Nessun contorcimento esistenziale, dunque, ma un percorso lineare di crescita e di insegnamento a crescere.  Agnes vuole far sentire la sua voce, vuole affermarsi e lo fa senza compromessi né sotterfugi. E la vita - tutto nella norma - la premia con il dono del lavoro e dell’amore. Il cuore umano è come la gomma elastica. Un piccolo sforzo l’allunga, ma uno grande non lo spezza. Se poco più di nulla lo può turbare, poco meno che tutto non potrà bastare a romperlo.

ennebi